The Examiner

di Natale De Gregorio

Categoria: Interviste

Calcio e “democrazia partecipativa”: nasce “Supporters in Campo”. A Sorrento, perchè no?

Il logo di "Supporters in Campo"

Il logo di “Supporters in Campo”

 

La “democrazia partecipativa” applicata al gioco più amato dagli italiani: il calcio. Nasce il progetto “Supporters in Campo”, formato da gruppi di tifosi che, da tutt’Italia, propongono modelli sostenibili di proprietà e gestione delle società sportive, con l’obiettivo di preservare la loro esistenza attraverso la partecipazione dei supporters nei processi decisionali e nella proprietà delle società sportive. Partecipano all’iniziativa tifoserie storiche e “tormentate”, supporters che hanno visto la loro squadra in difficoltà economica e, dopo il fallimento, hanno deciso di scendere in campo in prima linea nella gestione amministrativa.  I gruppi che aderiscono all’iniziativa sono, per ora, “Orgoglio Amaranto – Arezzo”, “Sosteniamolancona”, “Sogno Cavese” di Cava dei Tirreni, “Noi Siamo il Derthona”, “Noi Lecce – Salento Giallorosso – Lecce in Azione”, “Lucca United”, “Modena Sport Club”, “Amici del Rimini”, “Fondazione Taras 706 a.C.” di Taranto, “Venezia United” e “Verona Col Cuore”.

L'associazione internazionale "Supporters Direct"

L’associazione internazionale “Supporters Direct”

 

Tutto nasce in Inghilterra, patria del calcio: il progetto guida “Supporters Direct”, dopo riflessioni sul ruolo e sulla centralità del tifoso, riesce a trovare la collaborazione del Uefa: nel 2006 viene finanziato un progetto di ricerca a livello mondiale sulle modalità di partecipazione diretta dei supporters, studio che sfocia nelle prime esperienze di “democrazia” e di azionariato popolare nel calcio. In Italia il progetto arriva, in maniera non ufficiale, nel 2011: dopo due anni di incontri e di “trattative”, l’ultima la tavola rotonda pubblica del 2 marzo 2013 a Roma alla presenza delle istituzioni sportive, nasce “Supporters sul campo”, in barba allo scetticismo delle istituzioni sportive italiane. Ho sentito il referente nazionale dell’associazione, Diego Riva, membro del consiglio di coordinamento e persona preparatissima :”I tifosi sono la linfa vitale del gioco, economicamente, culturalmente e socialmente. Pertanto, le organizzazioni democratiche dei tifosi devono essere coinvolte, senza pregiudizi, nei meccanismi decisionali delle società e delle istituzioni sportive”. Un progetto che mi sembra adatto anche alla realtà calcistica sorrentina, società che dopo la retrocessione in Seconda Divisione Lega Pro avrà certamente problemi finanziari :”Finalmente siamo riusciti a creare una realtà come questa in Italia, ci proponiamo come punto di riferimento per i gruppi che vogliano partecipare attivamente alla gestione della propria squadra del cuore, dal mercato di giocatori fino al marketing”. Una sorta di forum quindi, persone che si confrontano e mettono a disposizione degli altri la loro esperienza sul campo. “Abbiamo redatto un Manuale Etico per il Tifoso (si può trovare sul sito dell’iniziativa) per chi vuole iniziare a collaborare con noi, i risultati per fortuna stanno già arrivando”. Sono già tante le realtà italiane in cui la tifoseria possiede una percentuale della società o ha diritto all’elezione di un membro nel Consiglio d’Amministrazione: C’è l’esempio della Fondazione Taras, il gruppo del tifo tarantino, che ha due membri nel CdA. Ci sono i tifosi di Lucca e Piacenza che detengono la proprietà del marchio della società, i supporters del Modena che posseggono l’1% con il diritto di partecipare alle decisioni importanti del club”. Tutte situazioni derivate da fallimenti di grandi società, un fenomeno che mette in evidenza la presa di coscienza dei gruppi di tifo organizzato che provano a rimboccarsi le maniche in un momento di difficoltà economica :”Ma qui in Italia – continua Diego Riva – c’è bisogno prima di tutto di una rivoluzione culturale. Questo è il primo obiettivo della nostra organizzazione: cambiare la mentalità del tifoso medio che, spesso e volentieri, guarda al breve termine ignorando gli operati di alcuni presidenti che sfruttano società calcistiche per il proprio rilancio economico”.

La curva Sorrentina

La curva Sorrentina

 

Tutto giusto, serve una rivoluzione culturale, un tifoso che guardi al lungo termine e non solo ai successi immediati. In Penisola Sorrentina abbiamo una realtà calcistica professionistica di alto livello, un settore giovanile tra i migliori d’Italia, tanti appassionati che, però, predicano nel deserto. La questione mi sembra interessante, adesso più che mai visto che si viene da un’enorme delusione sportiva. La butto lì, spero che chi conosce più di me l’ambiente sorrentino interagisca sia “modellando” la mia idea sia proponendone di nuove.

 

Natale De Gregorio

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La cultura muore, noi balliamo. Qualche parola sulla chiusura del “La Capsa”

"La Capsa", ormai chiusa

“La Capsa”, ormai chiusa

Un tema per cui ci si batte (sbatte) ormai da anni, la degenerazione della democrazia rappresentativa, uno dei ritornelli “monopolio”, negli ultimi tempi, del M5S: la lontananza delle istituzioni dal territorio. Immediatamente il pensiero va alla politica nazionale, al Porcellum, ai listini bloccati, alle surreali prerogative dei politici che ci rappresentano. Il rischio è dimenticare quello che abbiamo intorno, casi in cui, anche in realtà relativamente piccole, le amministrazioni guardano poco ai bisogni territoriali, sono poco vicini ai cittadini. Qualche settimana fa mi è arrivata la notizia della chiusura dettata da difficoltà economiche della storica libreria sorrentina “La Capsa”. Qualche sporadica dichiarazione di dispiacere, qualche altra di vicinanza ai diretti interessati, sostanziale silenzio da parte dell’amministrazione comunale. In un paese in cui la cultura è già dilaniata dal turismo commerciale, da uno stile di vita poco propenso alle attività culturali, dagli imprenditori locali che puntano tutto sulla quantità e molto poco sulla qualità. Discoteche, ristoranti, hotel, pseudo locali d’incontro culturale: a bizzeffe. Biblioteche funzionanti: due, Sorrento e Piano di Sorrento. Librerie in città: erano due, adesso è in “vita” soltanto la “Tasso”, invito i proprietari a resistere. La mia prima idea è stata contattare la proprietaria del “La Capsa”, la sua testimonianza mi sembrava fondamentale per comprendere la situazione. La signora Teresa Ruocco si è mostrata gentile e disponibile, anche un pizzico amareggiata, soprattutto vogliosa di raccontare la storia della sua storica attività.

La Libreria&Dischi La Capsa nasce il 14 maggio 1977, frutto della passione della signora Teresa e suo fratello Pasquale. In pochi anni la libreria diventa il punto di riferimento per entrambi i settori di interesse: l’assortimento letterario cresce sempre di più, con la possibilità di trovare anche libri di nicchia, prodotti dalle piccole case editrici e un settore specifico dedicato alla letteratura per l’infanzia . La musica faceva particolare riferimento alla tradizione musicale nostrana, la canzone napoletana che molti ci invidiano. “Gestire una libreria rappresenta un impegno costante e quotidiano, con la necessità di un continuo aggiornamento sia nella scelta dei volumi che nella gestione amministrativa -sottolinea la signora Teresa – e non sempre l’impegno è proporzionato al riscontro economico, per cui le maggiori soddisfazioni sono state di ordine morale”. Parole che testimoniano l’oggettiva difficoltà nel portare avanti il “peso della cultura”. La prima cosa che viene spontaneo chiedere alla proprietaria di una libreria così importante, punto di riferimento per gli amanti della lettura nella nostra zona, è il motivo che ha portato alla chiusura:”La scelta di cessare l’attività è stata comunque dettata anche da necessità personali e dalla consapevolezza di non avere un “erede” nella gestione dell’azienda (le mie figlie hanno scelto strade differenti). Il caro fitto ha dato una spinta considerevole, il livello raggiunto era ormai  un cappio al collo che mi ha certamente condizionato”. Uno dei tanti casi di problematiche finanziarie, la difficoltà di portare avanti, solo con le proprie forze, l’attività imprenditoriale. A questo punto c’è da capire il ruolo, se ne ha avuto uno, dell’amministrazione in tutta questa situazione. Nella premessa parlavamo di lontananza dal territorio delle istituzioni, quello che ci si aspetterebbe è un aiuto, non per forza economico, del Comune ad attività che contribuiscono alla crescita culturale della città, quanto meno una presa di posizione sulla questione. La signora Teresa ci parla di lontananza tra “La Capsa” e gli Enti locali:”Per quanto riguarda gli enti pubblici, i rapporti sono stati sempre piuttosto sporadici e legati a qualche invito a presentazioni di libri alle quali venivo invitata per allestire il banco per la vendita. Le manifestazioni per la promozione da me nel tempo organizzate sono sempre state il frutto del mio impegno e delle mie amicizie personali ma non di rapporti consolidati con gli enti locali. C’è un episodio in particolare che rende chiaro l’apporto del Comune alle attività della libreria: nel 2006 mi fu notificato uno sfratto per cessata locazione. Decisi di rivolgermi all’allora sindaco di Sorrento Marco Fiorentino, chiedendo di concedermi in fitto un locale di proprietà comunale posto all’inizio di via Correale, alle spalle dei locali allora occupati dalla Telecom, ed attualmento centro di informazione comunale. Mi fu risposto che il locale in questione era già stato concesso all’Istituto Professionale per il Commercio Graziani e pertanto non era nella disponibilità comunale. In quella occasione il Sindaco mi comunicò la presenza di un locale in ristrutturazione,in piazza Veniero, che sarebbe stato presto adibito a centro culturale, quindi concedibile, con un regolare bando, in fitto per l’apertura di una libreria. L’amministrazione comunale  deliberò in tal senso. Tuttavia la nuova amministrazione, subentrata all’amministrazione Fiorentino (l’amministrazione Cuomo ndr),non ha mai dato seguito a quella delibera. Il locale in questione è a tutt’oggi inutilizzato ed in uno stato di apparente abbandono. Alla fine, nell’impossibilità di trovare una soluzione alternativa, fui costretta a sottoscrivere un contratto di affitto capestro”. Le voci che girano parlano di una presunta cancellazione della destinazione a libreria  del locale in Piazza Veniero, sembra che sia previsto qualcosa per accontentare il figlio di un pubblico amministratore. A prescindere dai rumors, sollevati in un intervista dal consiglieri comunale Rosario Fiorentino, la scelta dell’amministrazione resta poco condivisibile. La signora Teresa conclude l’intervista ribadendo la dignità e la convinzione con cui ha preso la decisione di chiudere la sua attività:”La scelta di chiudere la Libreria, come le ho già accennato, è maturata nel tempo. Non abbiamo lanciato nessun grido di aiuto anche perchè consci che non è l’assistenzialismo e la “carità pelosa” che motivano le scelte. Abbiamo chiuso quando abbiamo deciso di chiudere, onorando gli impegni e senza alcun rammarico, anzi con la consapevolezza di aver svolto il nostro lavoro con impegno, onestà e competenza. Di questo abbiamo avuto riscontro nei tanti messaggi di rammarico che ci sono giunti dai nostri clienti, dai fornitori e dagli operatori del settore presso i quali La Capsa ha rappresentato un punto di sicuro riferimento”.

A parte le premesse e le considerazioni iniziali, analizzare situazioni come questa spero servi a mobilitare le persone  vicine o interessate alla questione, credo ce ne siano molte, l’obiettivo è muovere la sensibilità e far arrivare la questione ai diretti interessati. Credo siano doverose delle spiegazioni in merito. L’ignoranza, qui, resta la madre delle tradizioni.

Natale De Gregorio

Disservizi stazioni di Sant’Agnello e Piano di Sorrento, risponde l’Ing.Arturo Borrelli

La stazione di Sant'Agnello

La stazione di Sant’Agnello

Tutti i cittadini della Penisola Sorrentina conoscono il problema “Circumvesuviana”, teatro dei più vari e impensabili disservizi. Qualche giorno fa è arrivata questa agenzia in redazione:

TRASPORTI:APPELLO,APRIRE STAZIONI PIANO SORRENTO E S.AGNELLO
ATTUALMENTE SERVIZIO CIRCUMVESUVIANA GARANTITO SOLO DI MATTINA 

   (ANSA) – NAPOLI, 16 APR – Restituire almeno nei soli mesi estivi la stazione di Piano di Sorrento e la fermata di Sant’Agnello della Circumvesuviana all’esercizio completo, garantendone quindi l’apertura anche nelle ore pomeridiani e serali. È l’appello che lanciano i lavoratori dell’azienda, che hanno affidato il loro messaggio al blog interno Vesuvianando, all’assessore regionale ai Trasporti, Vetrella chiedendo il coinvolgimento dei sindaci delle due località interessate. Attualmente, entrambi gli impianti osservano un unico orario mattutino che va dalle 5.50 alle 12.20 con chiusura domenicale l’intera giornata. «Non credo – è scritto nel messaggio – che dobbiamo aggiungere altro, ad esempio che stiamo parlando di due località turistiche d’eccellenza della penisola sorrentina e che tenere gli sportelli chiusi in faccia agli stranieri non ci fa certamente onore». «Insomma – conclude la lettera – passi la chiusura di altri impianti e ne contiamo ad oggi ben una ventina, ma tenere aperti ‘a mezzo serviziò la stazione di Piano di Sorrento e la fermata di Sant’Agnello anche durante ilperiodo estivo a noi sembra un delitto».

Volendo sorvolare sulle vecchie questioni e le conseguenti battaglie, se ne potrebbe parlare all’infinito, ho pensato di porre qualche domanda sulla questione all’ Ing. Arturo Borrelli, direttore operativo della divisione infrastruttura dell’Eav.

Prima di tutto c’è da fare una premessa, proprio sull’Eav: a fusione delle Aziende Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst – avvenuta per incorporazione nell’Ente Autonomo Volturno il 27/12/2012 – ha decretato la nascita di un’unica Azienda ferroviaria regionale. Pertanto, è necessario parlare di EAV, in quanto Azienda, e di linee (intese come tratte ferroviarie) Circumvesuviana, Sepsa e MetroCampania NordEst. Praticamente la Circumvesuviana non è più un’azienda ma semplicemente una linea, diretta dall’Eav.

L’ingegnere si è dimostrato gentile e disponibile, lo ringrazio.

Ing. Borrelli, l’arrivo dei turisti è già iniziato da qualche mese in Penisola, crede sia possibile continuare con la situazione attuale, considerando che c’è flusso anche nei comuni di Sant’Agnello e Piano di Sorrento?In primis è necessario chiarire un errore di fondo sulla questione: le stazioni di Piano di Sorrento e S. Agnello non sono chiuse nell’orario pomeridiano. Dopo le 12.20 e la domenica, le due stazioni sono impresenziate, dunque stiamo parlando della chiusura della biglietteria, e non della stazione stessa, cosa che sarebbe stato impossibile ed assurdo  fare. Naturalmente anche la chiusura pomeridiana delle due biglietterie non è stata una scelta facile, ma purtroppo dettata dalle esigenze di contenimento dei costi, conseguenti alla ridefinizione del contratto di servizio con la Regione Campania, avvenuta nell’agosto 2011. Un correttivo ai nuovi orari di apertura delle biglietterie è stato anche già adottato nel corso del tempo, in quanto in un primo momento si era optato esclusivamente per la chiusura totale della biglietteria di S. Agnello, mentre successivamente si è pensato di ridurre l’apertura della biglietteria della stazione di Piano di Sorrento alle sole ore mattutine, e consentirne così l’apertura mattutina anche a S. Agnello. Ovviamente siamo ben consapevoli del fatto che la chiusura pomeridiana delle biglietterie delle due località sorrentine rappresenti un disagio per i nostri utenti ed in particolare per i turisti, e per questo stiamo valutando tutte le ipotesi possibili al fine di migliorare l’offerta del servizio, in particolare durante i prossimi mesi estivi.

Quali sono gli attuali servizi assicurati nelle stazioni con maggiore afflusso turistico?

Le stazioni interessate dal maggior afflusso turistico sono senz’altro Pompei e Sorrento. Per quanto riguarda la stazione di Pompei, al suo interno ha sede un’agenzia turistica che ha provveduto anche alla riqualificazione dei servizi igienici ed all’istituzione di un deposito bagagli. A Sorrento, invece, abbiamo concesso al Comune l’uso di una vecchia carrozza della Circumvesuviana restaurata, situata all’esterno della stazione, ed adibita ad info-point per i turisti.

Cosa pensa della sollecita fatta dai lavoratori? La loro mobilitazione viene  anche dall’assenza attuale delle amministrazioni locali?Sant’Agnello è commissariato, Piano di Sorrento è vicino al rimpasto.

Le sollecitazioni che provengono dai lavoratori sono sempre ben accolte ed apprezzate, in quanto testimonianza evidente della vicinanza dei nostri dipendenti al territorio su cui le nostre linee insistono. Purtroppo non sempre le richieste possono essere esaudite, ma la dialettica fra management e lavoratori è fondamentale per il buon funzionamento dell’azienda e delle relazioni interpersonali.

Come crede si possa risolvere la questione?

L’idea pratica è che contiamo con buona probabilità di presenziare Piano e S.Agnello di pomeriggio nei mesi estivi

L’ingegnere ha preferito non rispondere a due domande inerenti alle reazioni dell’assessore regionale ai trasporti Vetrella e a sue eventuali risposte.
Le stazioni di Sant’Agnello e Piano di Sorrento sono frequentate da migliaia di turisti che partono dal comune in cui alloggiano (considerando anche il boom di alloggi nelle zone limitrofe di Sorrento) verso Napoli, Pompei, Ercolano, destinazioni frequentatissime da chiunque venga a visitare la nostra terra. Sul territorio di Sant’Agnello è presente anche una spiaggia (pubblica e privata) a meno di 10 minuti a piedi dalla stazione.
La riflessione è semplice e immediata: una questione del genere che passa nel totale silenzio delle amministrazioni locali mi sembra abbastanza vergognoso, nessuno si è preso la briga di chiedere spiegazioni, di protestare alla mancanza del servizio Circumvesuviana. L’invito è quello di prenderne atto, di sollecitare una soluzione e di ascoltare di più i bisogni del Comune e per il Bene comune.

Natale De Gregorio

“Forum Nazionale dei Giovani”, parla Michele Vitiello, membro della Commissione Legalità, Cittadinanza attiva e Servizio Civile

Forum Nazionale dei Giovani

Forum Nazionale dei Giovani

Il Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto con la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 dal Parlamento Italiano, è l’unica piattaforma Nazionale di organizzazioni giovanili italiane, con più di 75 organizzazioni al suo interno, per una rappresentanza di circa 4 milioni di giovani. La forza del Forum sta nella varietà delle sue associazioni, specchio delle modalità eterogenee dell’impegno civile dei giovani. Aderiscono al Forum associazioni studentesche, giovanili di partito, associazioni giovanili di categorie professionali e sindacali, associazioni impegnate nell’educazione non formale, associazioni di diverse fedi religiose, Forum regionali, associazioni sportive, e tante altre.

Michele Vitiello

Michele Vitiello

Il primo incontro delle commissioni tematiche del Forum Nazionale dei Giovani si è conclusa certamente con un bilancio più che positivo. La due giorni si è tenuta presso il Grand Hotel Duca D’Este di Tivoli, dalla mattina di Venerdì 5 Aprile al pomeriggio di Sabato 6. I lavori si sono aperti alle ore 10:30 in una sala appositamente allestita con un tavolo per ogni commissione. “Ho conosciuto l’Italia migliore – dichiara Michele Vitiello, membro della Commissione Legalità, Cittadinanda attiva e Servizio Civile, rappresentante della nostra Penisola al Forum – ragazze e ragazzi preparatissimi in ogni settore di competenza, provenienti da tutto il territorio Nazionale. In commissione con me erano presenti: Giampiero Alberti di “Fare Ambiente”, Lorenzo D’Attilia “Giovani del PPE”, Irene Leoni “Modavi”, Salvo Signorelli “Giosef”, Teresa Tranchina “CGIL Giovani” , Roberto Campanelli “UDS” . Un gruppo eterogeneo fatto di rappresentanti sindacali, del terzo settore, delle professioni e degli studenti. Tutti accomunati da dedizione e senso di responsabilità oltre che dall’amore per il proprio Paese e dalla voglia di migliorarlo. Questi due giorni mi hanno restituito la fiducia del cambiamento, hanno illuminato realtà troppo spesso adombrate dalla mediocrità che vogliono attribuire alla nostra generazione. Sono particolarmente contento e soddisfatto per l’elezione a coordinatrice della Commissione di Katia Tulipano, giovane donna impegnata, giornalista, rappresentante di AMESCI e Campana come me. E’ a lei, oltre che al resto della mia commissione e alle altre, che vanno i miei più sinceri auguri affinché si possa per i prossimi tre anni lavorare per provare a migliorare il nostro Paese nei rispettivi ambiti di competenza”. Le commissioni tematiche hanno, difatti, il ruolo di preparazione di documenti e ricerche, oltre che di proposizione d’iniziative concrete all’Assemblea e al Consiglio Direttivo, che siano il motore dell’ attività del Forum Nazionale.
Sono state giornate impegnative ed abbiamo lavorato senza sosta fino a tardi. Lunghe ma soddisfacenti, abbiamo già delineato infatti le attività che guideranno il nostro immediato futuro, tra queste: la creazione di un codice etico del Servizio Civile che non consenta l’assegnazione di compiti che esulino dalle competenze dei volontari, la valorizzazione in Curriculum delle esperienze di volontariato e la certificazione delle competenze acquisite, l’espansione ed il potenziamento dell’istituto del Servizio Civile anche sul territorio Europeo, la formulazione di attività per la percezione del concetto di Legalità e la promozione della Cultura della stessa, il riutilizzo di beni confiscati alle mafie, l’analisi normativa comparatistica sul concetto di Cittadinanza e sulla sua acquisizione, studi sulla Cittadinanza in generale e tanto altro ancora. Intendo ringraziare il Portavoce Giuseppe Failla, il Segretario Giovanni Corbo, Federica Triolo del Segretariato e i membri del Consiglio Direttivo Lorenzo Floresta, Matteo Guidoni, Benedetta Rubin, che hanno guidato con generosa disponibilità e preparazione i lavori della nostra Commissione“.
I lavori si sono conclusi con la presentazione del Panel “La Disoccupazione giovanile in Italia, tra flessibilità e garanzie” alla presenza dell’Ex Ministro Sen. Maurizio Sacconi. Mi è sembrato utile e interessante, avendo la fortuna di avere un rappresentante della nostra zona in un organo giovanile così importante, mettere in evidenza il lavoro e gli obiettivi che esso si pone. In bocca al lupo a tutti i gruppi di lavoro.

Natale De Gregoio

“No all’azzardo, salviamo l’Italia”. Intervista al Prof. Raffaele Lauro

Ecco, in anteprima nazionale, la mia intervista al Prof. Raffaele Lauro, ex senatore PDL e Gruppo Misto e ideatore del nuovo movimento “No all’azzardo, salviamo l’Italia”. Seguiranno commenti e approfondimenti.

Prof. Raffaele Lauro

Prof. Raffaele Lauro

“NO ALL’AZZARDO – Salviamo l’Italia”, movimento frutto della lunga battaglia da lei intrapresa negli ultimi anni contro la criminalità e il gioco d’azzardo. Come lo colloca nel turbolento contesto politico italiano?

Gli otto punti di Berlusconi sono irrealizzabili sul piano finanziario e rappresentano soltanto il manifesto propagandistico del PdL, per la prossima campagna elettorale. Il nuovo ed ultimo inganno berlusconiano. Manca, inoltre, per un sano sviluppo dell’economia nazionale, qualsiasi riferimento alla lotta alle mafie, alla criminalità economica, all’evasione fiscale e al gioco d’azzardo, che, nel silenzio generale, stanno devastando e divorando il nostro paese. Anche il PD ed il M5S continuano sostanzialmente ad ignorare, nei loro programmi, la gravità della situazione, determinata dal gioco d’azzardo. I parlamentari M5S hanno presentato una meritoria interrogazione parlamentare. Poca cosa. Vadano a recuperare le relazioni dell’antimafia, da me ispirate, e troveranno tutto per legiferare, a partire dalle norme antimafia, da applicare ai concessionari, agli amministratori ed ai gestori del settore. Il Movimento, da me promosso, sarà un pungolo implacabile nei confronti del futuro governo, quando ci sarà, e di questo parlamento, se sopravviverà. Altrimenti non resterà che impegnarsi direttamente, alle prossime elezioni politiche.    

Quali sono i temi principali che il nuovo Movimento affronterà?

L’Italia è un paese in pericolo. La nostra è diventata una repubblica dell’azzardo, non solo in termini di gioco. L’azzardo è la metafora di tutti i mali del nostro paese, che stanno stritolando il popolo italiano, come appare nell’allegato logo del Movimento: azzardo, mafie, caste, privilegi, tasse, evasione fiscale, debito pubblico e chi più ne ha, più ne metta. Un baratro, al quale le persone di buona volontà devono porre rimedio, con un impegno politico diretto.

Ha già idea di quali saranno i primi provvedimenti che proporrà al nuovo governo?

Al nuovo governo, proporrò le stesse norme, contenute nei miei disegni di legge ed in quelli dei senatori Li Gotti e De Sena, indicati all’unanimità dall’antimafia ed insabbiati, sia alla Camera che al Senato. Poi, indicheremo altre norme sul gioco d’azzardo on-line.

Il PdL e il governo Monti hanno più volte glissato sui progetti di legge proposti da lei, tesi a contrastare il gioco d’azzardo in Italia. Come giudica questo comportamento? Ciò ha avuto conseguenze nei suoi rapporti con il PdL?

Il PdL non ha mai contrastato apertamente le mie iniziative ed i miei interventi (tutti i gruppi, peraltro, hanno votato all’unanimità, sulle proposte dell’antimafia, nell’Aula del Senato). Poi  è stato insabbiato l’iter legislativo, nonostante la dichiarazione d’urgenza, anch’essa votata all’unanimità dal Senato. Il governo Monti, inoltre, ha scritto la pagina più vergognosa di questa legislatura, introducendo prima, in un decreto legge, ed accettando di ritirare, poi, nell’iter parlamentare, le norme antimafia per la trasparenza proprietaria delle società concessionarie e dei gestori del gioco d’azzardo. Il PdL, escludendomi dalle liste (cosa che ho molto gradito!), con il pretesto della mia età (Berlusconi ha dieci anni più di me!), ha confessato, di fatto, di aver “subito”, in silenzio, la mia azione politico – parlamentare. Non è un caso che tutti i senatori ed i deputati, in prima linea contro il gioco d’azzardo, di tutti i partiti, siano stati esclusi dalla nuova legislatura o non rieletti. I ricchi contratti pubblicitari per le reti televisive, pubbliche e private, e per i grandi organi di stampa, hanno pesato molto su queste esclusioni. D’altro canto, io prevedevo che accadesse questo, per rompere il cerchio delle ipocrisie politiche, dell’omertà istituzionale, degli interessi personali e di gruppi di potere, collegati al gioco.

Quali divergenze hanno portato alla sua rottura con il PdL? E come crede si possa conciliare la tutela del nostro territorio con una campagna elettorale a tutti i livelli, basata sul condono edilizio?

La politica condonistica di Berlusconi e soci rappresenta l’infausto esito finale della tragedia politica italiana, anche se, sul condono edilizio per i piccoli abusi di necessità e per la prima casa, in Campania, non per le speculazioni, resto tuttora favorevole.

Cosa ne pensa del Movimento 5 Stelle, del suo risultato alle elezioni e della sua strategia al governo?

L’ingresso di tanti giovani in parlamento va salutato positivamente, purché il loro impegno sia supportato da competenza, capacità di legiferare ed intransigenza nel contrasto a tutte le caste e a tutti i privilegi. Io ho ci ho provato, ma sono rimasto solo, drammaticamente solo. La battaglia della XVI legislatura è andata perduta, ma sono certo che, con l’impegno di tanti giovani parlamentari, la guerra potrà essere vinta.

Renzi sembra essere il salvagente proposto da entrambi i poli politici, cosa ne pensa del sindaco di Firenze? Può rappresentare il nuovo che avanza alla pari del Movimento di Grillo?

Ho salutato positivamente, fin dall’esordio, l’emergere del sindaco di Firenze sulla scena politica italiana e nella sinistra, ma l’impegno di Renzi va valutato nel tempo. Ed il passare del tempo non gioca a suo favore. Potrebbe anche rivelarsi un fuoco di paglia. 

Una proposta di nome per la Presidenza della Repubblica?

Se io sedessi ancora in parlamento, voterei per una donna, non per un vecchio mandarino del potere, residuato della prima o della seconda repubblica. Una donna nuova. Ce ne sono tante, ma, mi accontenterei, in questa fase, anche di una soluzione di compromesso, che porti al Quirinale  Emma Bonino, che stimo moltissimo.

”NO ALL’AZZARDO – Salviamo l’Italia” ha idee anche a livello locale, nel contesto Penisola Sorrentina?

Senza nuovi ed efficaci poteri ai sindaci, per ora si può fare ben poco. Al momento, bisogna affidarsi al controllo continuo delle forze dell’ordine, già in atto, in attesa delle nuove norme di regolamentazione. Come ho paventato in Aula, in un mio intervento, rintracciabile su youtube, l’ignavia e l’inerzia della classe politica potrebbero portare ad una ribellione popolare contro le slot machines, come accadde, a New York, negli anni ’30, ad opera del coraggioso sindaco Fiorello La Guardia.

Tre proposte per contrastare il gioco d’azzardo in Penisola.

Prevenzione, prevenzione, prevenzione, a livello di trasparenza delle amministrazioni locali e di impegno delle istituzioni scolastiche e delle associazioni culturali ad informare cittadini e giovani sui pericoli del gioco d’azzardo, che produce anche un intorno criminale, a partire dall’usura, dal riciclaggio e dallo spaccio della cocaina.

"No all'azzardo, salviamo l'Italia"

“No all’azzardo, salviamo l’Italia”

Natale De Gregorio